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Le news della settimana su CX e AI

CX AI Observatory_Numero 0

Introduzione

Viviamo un momento storico straordinario.

Mai come oggi l’Intelligenza Artificiale evolve con una velocità tale da rendere difficile distinguere ciò che rappresenta una vera innovazione da ciò che, semplicemente, segue l’entusiasmo del momento.

Ogni giorno vengono annunciati nuovi modelli, nuovi strumenti, nuovi investimenti e nuove applicazioni. Il rischio non è più quello di avere poche informazioni. È esattamente il contrario.

Ne abbiamo fin troppe.

Per questo nasce CX & AI Observatory.

L’obiettivo di questo osservatorio non è raccontare tutto ciò che accade nel mondo dell’Intelligenza Artificiale, ma selezionare, interpretare e spiegare le notizie che possono davvero influenzare il futuro della Customer Experience, del Customer Journey e, più in generale, del rapporto tra aziende e clienti.

Ogni settimana proporremo una selezione ragionata delle notizie più importanti, accompagnandole da un’analisi che cerchi di rispondere a una domanda molto semplice:

Perché questa notizia dovrebbe interessare chi progetta esperienze per i clienti?

Per il Numero 0 abbiamo scelto cinque temi che, a nostro avviso, raccontano molto bene la direzione che sta prendendo il mercato.

GPT-5.6: quando l’AI diventa ancora più utile

ChatGPT 5.6

OpenAI ha presentato GPT-5.6, una nuova generazione di modelli che promette miglioramenti nella capacità di ragionamento, nella qualità delle risposte e nell’efficienza complessiva.

È facile concentrarsi sulle prestazioni tecniche, ma il vero punto è un altro.

Ogni evoluzione dei modelli rende l’Intelligenza Artificiale più vicina alle esigenze concrete delle aziende.

Un assistente virtuale più preciso significa meno errori nell’assistenza clienti.

Una migliore comprensione del linguaggio significa conversazioni più naturali.

Una maggiore capacità di analizzare documenti e dati significa processi più rapidi e decisioni meglio supportate.

Per chi si occupa di Customer Experience questo rappresenta un passaggio importante.

L’AI non è più soltanto una tecnologia interessante.

Sta diventando uno strumento operativo destinato a entrare nella quotidianità delle organizzazioni.

ChatGPT Work: dall’assistente al collega digitale

OpenAI - ChatGPT

Tra le novità più interessanti degli ultimi giorni c’è anche ChatGPT Work.

Il nome potrebbe far pensare a un semplice aggiornamento.

In realtà racconta un cambiamento molto più profondo.

Per anni abbiamo considerato l’Intelligenza Artificiale come un assistente capace di rispondere alle nostre domande.

Oggi stiamo entrando in una fase diversa.

L’AI non si limita più a fornire informazioni.

Organizza documenti, prepara presentazioni, analizza dati, supporta attività operative e collabora con le persone nello svolgimento del lavoro.

È il passaggio dagli assistenti agli agenti intelligenti.

Per la Customer Experience significa poter automatizzare numerose attività ripetitive, lasciando alle persone ciò che continua a fare la differenza: l’empatia, la creatività, il giudizio e la capacità di costruire relazioni autentiche.

Google accelera la corsa all’Intelligenza Artificiale

Google & AI

Negli ultimi mesi la competizione tra OpenAI, Google, Microsoft, Anthropic, Meta e gli altri protagonisti del settore ha raggiunto livelli mai visti prima.

I recenti risultati di Google confermano come l’Intelligenza Artificiale rappresenti ormai una priorità strategica.

La concorrenza tra questi grandi attori non riguarda soltanto la tecnologia.

Produce un effetto positivo anche sul mercato.

Ogni nuovo investimento accelera l’innovazione.

Ogni nuova funzionalità costringe i concorrenti a migliorare.

Ogni passo avanti rende disponibili strumenti sempre più efficaci anche per imprese di dimensioni medio-piccole.

Per chi lavora nella Customer Experience significa avere a disposizione un ecosistema sempre più ricco di soluzioni capaci di migliorare il rapporto con il cliente.

La fiducia sarà il vero fattore competitivo

AI e fiducia

Più che il singolo episodio, il recente caso OpenAI riporta al centro un tema decisivo: la fiducia. Per chi progetta esperienze cliente, sicurezza e trasparenza stanno diventando elementi essenziali della Customer Experience. Negli ultimi giorni il dibattito sulla sicurezza dei sistemi di Intelligenza Artificiale è tornato al centro dell’attenzione.

Vale secondo noi non fermarsi solo a valutare cosa avrebbe potuto e do fare OpenAI ma soprattutto cercare di cogliere il messaggio più importante che oggettivamente emerge come il più importante e per certi versi urgente.

L’AI entra in una nuova fase della propria evoluzione.

Nella quale non sarà sufficiente costruire modelli sempre più potenti.

Sarà necessario, soprattutto, renderli affidabili.

La fiducia, come ho scrittto anche nel mio libro, rappresenta, infatti, da sempre uno dei pilastri della Customer Experience.

Vale per un marchio.

Vale per un servizio.

Vale per un sito di e-commerce.

E varrà sempre di più anche per gli assistenti intelligenti.

Le aziende che riusciranno a progettare sistemi trasparenti, comprensibili e, soprattutto, affidabili saranno quelle che conquisteranno la fedeltà dei propri clienti.

Governare l’AI sarà importante quanto svilupparla

AI e Governance

Parallelamente cresce anche il dibattito internazionale sulla governance dell’Intelligenza Artificiale.

Regole, responsabilità e trasparenza non sono più considerate un ostacolo all’innovazione.

Stanno diventando parte integrante dell’innovazione stessa.

Per molte aziende questa rappresenta una sfida culturale ancora prima che tecnologica.

Integrare l’AI nei processi aziendali significa infatti progettare sistemi che siano efficaci, ma anche etici, controllabili e coerenti con i valori dell’organizzazione.

Anche questa, in fondo, è Customer Experience.

Perché ogni esperienza vissuta da un cliente contribuisce a costruire — oppure a distruggere — il rapporto di fiducia con un brand.

Apple cambia paradigma: al centro non c’è l’AI, ma la libertà di scelta del cliente

Apple Intelligence

Mentre gran parte dei player dell’Intelligenza Artificiale continua a puntare sul proprio modello proprietario, Apple sembra aver scelto una strategia diversa: mettere il cliente nella condizione di scegliere l’AI più adatta alle proprie esigenze.

Nei prossimi aggiornamenti del sistema operativo, infatti, gli utenti potranno utilizzare non solo Apple Intelligence, ma anche modelli di terze parti, come ChatGPT e altri servizi concorrenti, per attività come la scrittura, la generazione di immagini e le richieste avanzate a Siri.

Si tratta di un cambio di paradigma che va oltre la tecnologia.

Invece di chiedere ai clienti di adattarsi a un’unica soluzione, Apple punta a costruire un ecosistema aperto in cui sarà l’utente a decidere quale Intelligenza Artificiale utilizzare in base al contesto e al tipo di attività da svolgere.

Il punto di vista di CX & AI Observatory

Per chi si occupa di Customer Experience, questa è probabilmente la notizia più interessante della settimana.

La competizione non si sposta più soltanto tra modelli di AI, ma sulla capacità di offrire ai clienti libertà di scelta, flessibilità e un’esperienza realmente centrata sui loro bisogni.

La riflessione della settimana

Il segreto non è nel prompt, ma nel contesto

La riflessione della settimana di Roberto Bernabò

Negli ultimi mesi si è parlato moltissimo di prompt.

Sono nati corsi, libri e raccolte di prompt “perfetti”, quasi che il successo nell’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale dipendesse esclusivamente dalla scelta delle parole giuste.

La nostra esperienza ci porta invece verso una conclusione diversa.

Il vero valore non nasce dal prompt.

Nasce dal contesto.

Ogni volta che chiediamo qualcosa a un sistema di Intelligenza Artificiale dovremmo fermarci un momento e porci alcune domande.

  • Qual è il nostro obiettivo?
  • A chi è destinato il risultato?
  • Quali vincoli dobbiamo rispettare?
  • Quali informazioni possiede già il sistema e quali, invece, dobbiamo fornirgli?

Più il contesto è ricco, più l’AI è in grado di comprendere realmente ciò di cui abbiamo bisogno.

È un principio che conosce bene chi si occupa di Customer Experience.

La stessa richiesta formulata da due clienti diversi può richiedere risposte completamente differenti.

Non perché cambino le parole.

Ma perché cambia il contesto.

Lo stesso vale per l’Intelligenza Artificiale.

Nei prossimi anni continueremo certamente a parlare di prompt.

Ma probabilmente il vero vantaggio competitivo sarà rappresentato dalla capacità di costruire contesti sempre più chiari, completi e significativi.

Perché la qualità delle risposte non dipenderà tanto dalla domanda che porremo.

Dipenderà soprattutto dalla qualità delle informazioni che avremo saputo mettere a disposizione dell’Intelligenza Artificiale.

Uno sguardo al futuro

Questo primo numero rappresenta soltanto l’inizio di un percorso.

L’Intelligenza Artificiale continuerà a evolvere, nasceranno nuovi strumenti e assisteremo a cambiamenti che oggi possiamo solo immaginare.

L’ambizione di CX & AI Observatory è accompagnare questa evoluzione con uno sguardo critico, indipendente e sempre orientato alla Customer Experience.

Perché il futuro non apparterrà semplicemente a chi utilizzerà l’Intelligenza Artificiale.

Apparterrà a chi saprà utilizzarla per progettare esperienze migliori, costruire relazioni più solide e creare valore reale per le persone.

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Roberto Bernabò
Roberto Bernabò è un consulente senior esperto in Customer Experience Design, con oltre dieci anni di esperienza nel supportare aziende di diversi settori nel migliorare le proprie performance attraverso strategie customer-centriche. Autore del libro "Emozioni che vendono – Come creare una Customer Experience memorabile per il tuo brand nell’era dell’industria 5.0", è riconosciuto per la sua capacità di integrare analisi dei dati, design strategico e innovazione tecnologica, con un focus particolare sull’impiego dell’intelligenza artificiale per elevare la qualità dell’esperienza cliente. Scrupoloso e orientato ai risultati, si distingue per la padronanza delle best practice legate al Customer Journey Design e alla gestione dei touchpoint, intervenendo con metodo per ottimizzare processi interni e aumentare efficienza, produttività e redditività. Il suo approccio consulenziale è guidato da un mix equilibrato di rigore analitico e visione creativa, finalizzato alla costruzione di relazioni solide e durature tra brand e clienti. Dotato di una spiccata capacità di problem solving e di una visione sistemica dei modelli organizzativi, affronta ogni sfida con lucidità strategica, accompagnando le imprese in percorsi concreti di trasformazione e crescita.